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La "Casa della Caritą"   L'origine della “Casa della Carità” risale all’anno 1936 quando il Servo di Dio, don Francesco Mottola, la creò  ottenendo, nel 1953, l’erezione in Ente Morale. Nel 1992 la “Casa della Carità” fu depubblicizzata, come la maggior parte delle ex IPAB,  divenendo una Fondazione di diritto privato con deliberazione della Giunta Regionale della Calabria.  Don Francesco Mottola con le prime Oblate del S.C.

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Il sogno, il miracolo, la realtą Tanti anni e tanta acqua sotto i ponti è passata da quando Don Francesco Mottola in quel 16 luglio 1956 ha potuto realizzare uno dei suoi sogni che tanti consideravano impossibili a realizzarsi: una Casa della Carità che a Vibo Valentia potesse accogliere, nell’amore e nell’affetto, tanti bambini disabili. Questo era il sogno di don Francesco, nel momento in cui vide, sotto il castello normanno svevo di Vibo Valentia, un piccolo rudere di pochi metri quadrati donatogli da una nobildonna vibonese. E questo divenne il sogno di due donne fragili nell’aspetto ma determinate nello spirito che accettarono la proposta di don Mottola: Giuseppina Scarano e Ada Furgiuele. Queste due giovani donne furono affascinate da questo sacerdote tropeano che, pur semiparalizzato per un ictus che lo aveva colpito quando era appena quarantenne, continuava a lavorare incessantemente per le persone relegate ai margini della società: anziani soli e poveri, bambini che per le proprie disabilità venivano rifiutati non solo dalla società civile, ma spesso anche dai propri genitori.   

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La "Casa della Caritą"
 

L'origine della “Casa della Carità” risale all’anno 1936 quando il Servo di Dio, don Francesco Mottola, la creò  ottenendo, nel 1953, l’erezione in Ente Morale. Nel 1992 la “Casa della Carità” fu depubblicizzata, come la maggior parte delle ex IPAB,  divenendo una Fondazione di diritto privato con deliberazione della Giunta Regionale della Calabria.

 Don Francesco Mottola con le prime Oblate del S.C.